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Schermo di 2.200 mq in Cina
No, non è un errore: è proprio uno schermo di duemiladuecento metri quadrati!
In occasione delle Olimpiadi 2008 in Cina, è stato installato sulla facciata dello Xicui Entertainment Complex di Beijing, vicino al complesso olimpico.
Sullo Zero Energy Media Wall progettato dallo studio di architetti Simone Giostra & Partners and Arup possono essere visualizzate immagini in movimento, pilotate da computer.
Viene indicato anche con il nome GreenPix, composto da:
- green, termine in inglese che significa "verde";
- pix, iniziale di "pixel", contrazione di "picture element", ossia un punto sullo schermo.
Il "verde" si riferisce al fatto che il consumo energetico è pari a zero ("zero energy" in inglese), perché una serie di pannelli fotovoltaici raccoglie energia durante il giorno per utilizzarla al bisogno.
Il numero totale di pixel del muro ("wall" in inglese) è di soli 2.292 punti.
Per avere un termine di paragone, i monitor grafici dei computer più diffusi hanno 1.024 x 768 punti, pari a 786.432 pixel.
A cosa serve allora?
- a visualizzare immagini create da artisti internazionali;
- a integrarsi con i colori del cielo;
- a dimostrare che si può esprimere bellezza con la tecnologia, a costo energetico zero.
Nel sito fai.informazione.it è stato pubblicato un articolo su GreenPix con notizie e riferimenti tecnici.
(Grazie a Guido per la segnalazione).
# pubblicato da Saverio Rubini @ 19:29
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Come aggiornare i programmi?
Ci sono diversi programmi che aiutano a cercare gli aggiornamenti delle applicazioni installate in Windows.
UpdateStar è uno di questi.
lanciandolo in esecuzione, controlla quali programmi ci sono e in che versione.
Chi lo desidera, può collegarsi direttamente al sito del produttore con un clic sull'apposito pulsante e prelevare la versione più aggiornata.
Può risultare molto comodo, perché non tutti i programmi si aggiornano automaticamente quando li si apre e ci si collega in Internet.
Lo fanno Firefox e Thunderbird, per esempio, ma anche molti altri.
UpdateStar può aiutare a mantenere copie "fresche" dei programmi.
Attenzione, però, a verificare due cose:
- che i numeri di versione rilevati siano veritieri;
- se sia proprio il caso di montare subito l'ultimissima versione; a volte può risultare controproducente...
# pubblicato da Saverio Rubini @ 22:58
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Videoconferenza su IP? Mah!
È da quando si è cominciato a parlare diffusamente di Internet , che ogni tanto si legge o si sente della possibilità di parlare e di vedersi, utilizzando un computer e sfruttando il traffico di pacchetti IP veicolato attraverso la "rete delle reti".
La prima delle due ipotesi si è già realizzata in modo piuttosto concreto.
Lo si è ottenuto con programmi come Skype e collegando al computer un microfono insieme con una cuffia o con una coppia di altoparlanti.
Aggiungendo una di quelle piccole telecamere chiamate webcam, si potrebbero fare videotelefonate tra due persone.
Il termine "videoconferenza", invece, implica la possibilità di vedersi e di parlare tra più computer.
Svariati intoppi tecnici, logistici e psicologici, però, ne impediscono l'affermarsi.
Tra i primi, c'è il grosso impedimento della velocità con cui dovrebbero giungere i pacchetti sul computer di destinazione, per vedere filmati fluidi e ascoltare voci nitide.
La banda nominale di parecchi Megabyte che hanno i moderni collegamenti ADSL sarebbe sufficiente.
Il problema sta nel traffico della Rete: sempre alto e con intensità irregolare.
Gli impedimenti logistici sono costituiti dalla necessità di rimanere seduti davanti al computer, accenderlo, collegarsi con l'apposito programma, manovrare opportunamente microfono e cuffia o casse.
Molti trovano più comodo parlare con il telefono portatile, magari muovendosi nella stanza.
Dal punto di vista psicologico, qualcuno potrebbe preoccuparsi del proprio aspetto, dell'abbigliamento che ha (soprattutto quando sta a casa).
Utilizzando le casse acustiche, poi, quello che si sente lo ascoltano tutti...
Certo, la possibilità di vedersi tra più persone dislocate in diversi punti della Terra e di farlo gratuitamente (se il collegamento è già pagato) affascina.
Bisogna superare solo alcuni piccoli scogli.
Senza un minimo di impegno, però, non c'è gusto a fare molte cose.
# pubblicato da Saverio Rubini @ 18:32
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"In offerta" non è: "scontato"
Ascoltando chi torna da un supermercato o da un centro commerciale, non è difficile sentire frasi del tipo:
- "quel prodotto è in offerta"
Di per sé non ci sarebbe niente di strano, se non fosse per il fatto che nel linguaggio comune la locuzione "in offerta" è diventata sinonimo di "scontato o di "a prezzo conveniente".
Potrebbe esserlo, ma non è detto che lo sia per forza.
Potrebbe essere anche a prezzo uguale, se non maggiore del normale.
Cominciamo col dire che tutti i prodotti disponibili in commercio sono "offerti" in vendita e, quindi, posti "in offerta" dal venditore.
La questione non è di poco conto, perché può trarre in inganno più di uno.
Infatti, non è raro trovarsi davanti a prodotti "in offerta" e poi scoprire che il loro prezzo è normalissimo, per nulla ridotto rispetto a quello di altri esercizi.
Non se ne può fare neanche un addebito a chi vende.
Per esempio, un commerciante potrebbe mettere "in offerta" una certa quantità di un dato prodotto, perché affidato solo a lui in una data zona geografica.
Un altro prodotto potrebbe essere "in offerta" perché è il primo lotto di quel modello ad arrivare nel mercato.
In questi due esempi, non è detto che il prezzo sia inferiore a quello normale.
Potrebbe essere addirittura maggiore, perché il prodotto viene venduto in esclusiva.
Attenti a non lasciarsi confondere dai messaggi commerciali, allora.
# pubblicato da Saverio Rubini @ 16:55
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