Monumenti da visitare nel centro di Napoli
Fontana della Selleria
La Fontana della Selleria (o della Sellaria)
In piazzetta del Grande Archivio sorge la monumentale Fontana della Selleria.
Fu posta in questo luogo nel 1903, dopo lo spostamento dall’originario sito, a seguito dei lavori eseguiti dalla Società pel Risanamento nel 1889 nel corso del famoso "sventramento" voluto dal nuovo governo Italiano dopo l’ultima grave epidemia di colera che afflisse la Città in maniera devastante.
In precedenza, infatti, la fontana si trovava nella Piazza della Sellaria o del Pendino.
Questa piazza fu cancellata con il nuovo assetto urbanistico della zona a seguito dei lavori del Risanamento.
Si trovava dove oggi si trova Piazza Nicola Amore (altrimenti conosciuta dai napoletani come "I Quattro Palazzi").
In epoca romana, in prossimità di questo stesso luogo sorgevano il Circo Massimo ed il Ginnasio.
La Piazza della Sellaria era così denominata perché era occupata per lo più da botteghe dedite alla produzione di selle e finimenti per i cavalli.
La fontana
La costruzione di questa fontana, fu eseguita durante il governo del Viceré conte d'Oñate Iñigo Vélez de Guevara, su iniziativa dell'eletto del Popolo, Felice Basile, a seguito dell'abbattimento delle case di un capo carceriere della Vicaria, eletto dal popolo durante la breve parentesi della Rivoluzione di Masaniello.
La fontana, infatti, fu realizzata tra il 1649 ed il 1653 a spese dei proprietari delle case della Sellaria che versarono ciascuno la propria quota al giudice della Vicaria Aniello Portio che provvide a pagare le maestranze e gli artisti che realizzarono questo monumento barocco.
Il progetto, su disegno di Cosimo Fanzago, fu commissionato all’architetto ed ingegnere Onofrio Antonio Gisolfi; le opere in marmo furono curate dal marmoraro Onofrio Calvano. I restanti lavori furono affidati al capomastro Leonardo de Mayo; al fabbro Salvatore Daniele ed allo scalpellino Domenico Pacifico. Vi lavorò, inoltre, nel 1566 lo scultore Gian Domenico D’Auria, con il fratello Gian Tommaso.
Mattoni e marmo
Il complesso, in piperno, mattoni e marmo bianco di Carrara ha una struttura ad arco a tutto sesto, con una grande vasca in marmo a forma pseudoellittica, con due vaschette laterali sormontate da mascheroni con fontanine. La vasca è incassata tra due piedritti che sostengono l'arco a tutto sesto e con le chiavi di volta su entrambi i lati decorati con due mascheroni.
Ai lati delle due facciate della fontana, ci sono delle colonne composite che reggono la trabeazione sormontata da un timpano spezzato.
Sempre ai lati delle facciate si trovano delle volute in piperno che reggono un paio di coppe in marmo.
Sopra l'arco, nel frontone, sono scolpiti tre stemmi: al centro quello reale di Filippo IV ed ai lati quello del Viceré, con il motto <<Malo mori quam foedari>> (trad.: preferisco la morte al disonore) e quello della Città.
Due lapidi
Nelle facciate sull'arco ci sono due lapidi: sulla facciata frontale quella in onore di don Inigo Velez de Guevara y Taxis, conte di Onate e viceré di Napoli (vedi foto a lato) mentre sulla facciata posteriore, quella a ricordo dello spostamento della fontana dalla originaria collocazione in Piazza della Sellaria avvenuto come si è detto nel 1903.
Nel 2000, dopo anni di degrado, sono stati eseguiti lavori di restauro sotto la direzione della dottoressa Laura Giusti e dell’architetto Tommaso Russo, su progetto dell'architetto Aldo Imer.
L'intervento di recupero ha realizzato il restauro del gruppo marmoreo ma anche la riqualificazione dell'intera area antistante, attrezzata con panchine in marmo ed una fontanina di acqua potabile e protetta con dissuasori.
L'impianto idraulico è stato ricostruito realizzando, con un sistema a riciclo, un getto d'acqua centrale a zampillo e due getti d'acqua che fuoriescono dai mascheroni laterali, come previsto nel progetto originario del Fanzago.
Prima dello spostamento dall'originaria collocazione, la fontana presentava quattro ulteriori vaschette che raccoglievano l’acqua e che sono andate perdute durante i lavori di ricollocazione..
Possiamo ammirare la Fontana della Selleria nella sua completezza, in un'incisione ottocentesca (vedi figura).