Monumenti da visitare nel centro di Napoli
Pio Monte e Congregazione di Santa Maria della Sanità
lungo il percorso no 3: "Passeggiate nei misteri e nel sottosuolo della antica Neapolis"
Una piccola cappella del XVII secolo
Lungo Via dei Tribunali, in corrispondenza con l’incrocio con Via San Paolo, guardando i portici del Palazzo Filippo di Valois o "palazzo dell’Imperatore", incuriosisce il visitatore una piccola cappella "incastonata" a ridosso delle arcate in piperno.
Si tratta del Pio Monte e Congregazione di Santa Maria della Sanità.
Ciò che maggiormente risalta, è la completa differenza architettonica e di colori di questa cappella rispetto alla struttura gotica dei vicini portici angioini.
Sono soprattutto gli embrici maiolicati verdi e gialli della semicalotta che caratterizza la facciata, a risaltare rispetto alle modanature grigio scuro dell’adiacente edificio medievale.
Tale evidente differenza, che interrompe il continuum architettonica, smaschera l’origine di questa piccola costruzione sacra; in questo luogo, occupato dal Pio Monte, esisteva un tempo, probabilmente, una strada che rappresentava la continuazione di Via San Paolo e serviva di raccordo con la parte terminale del Vico San Severino.
Questo tratto di strada non esisteva più già nel 1775, come risulta dalla Mappa Carafa, mentre è ancora distinguibile nelle precedenti incisioni, relative al luogo, di Dupérac-Lafréry e Baratta.
Prospetto e interni
Il prospetto della chiesetta, sporge rispetto al contiguo edificio, è costituito da due uniche aperture: l’ingresso ed il soprastante finestrone trilobato, racchiuso in una grata. La semicalotta risulta "inglobata" nella costruzione sovrastante. L’interno si presenta come un doppio rettangolo coperto da una volta sorretta da archi dalla caratteristica forma ad ogiva, in gran parte coperti da stucchi settecenteschi che ne mascherano le originali forme; la stessa tipologia riscontrabile poco distante, nel tratto di collegamento con Vico Fico e che costituivano ed ancora oggi costituiscono, l’ideale prosecuzione delle arcate del porticato, fino al prossimo Palazzo Spinelli.
La chiesetta non presenta all’interno elementi di particolare interesse artistico. E’ visitabile, durante tutto l’anno, un originale presepe "popolare" realizzato a cura degli anziani del quartiere.
Storia
La Confraternita di Santa Maria della Sanità agli Archi del Purgatorio (detta dei Nobili)
Il 30 novembre del 1621, circa cento rappresentanti di altrettante famiglie nobili, volendo dar vita ad un sodalizio caritatevole, si riunirono nel Monastero di San Domenico Maggiore e, con l’intervento di due notai, approvarono il Capitolo di costituzione della Confraternita di Santa Maria della Sanità che, per l’appartenenza dei suoi confratelli, fu anche detta appunto "dei Nobili Cortigiani".
Il Capitolo fu approvato dal Cardinale A. Clemente Soppatta, col regio assenso di Filippo IV.
Nello stesso anno fu edificata la chiesa, di modeste dimensioni ma ricca di arredi e dipinti sacri.
I confratelli di questo nuovo sodalizio si distinguevano dalle altre Confraternite, perché invece di attendere i bisognosi per poi compensarli con un’elemosina, andavano essi stessi alla ricerca quotidiana, per le strade e per i vicoli della Città, per portare conforto ed assistenza ai poveri bisognosi. Oltre a questa opera di misericordia, i Nobili Cortigiani offrivano ulteriori servigi alla Chiesa e, per tali attività furono riconosciute alla Confraternita numerose Indulgenze da Papa Pio VI nel 1777 e da Papa Clemente XIII nel 1858.
Con le mutate condizioni sociali e storiche, nel corso del tempo, furono aggregati alla Confraternita, anche appartenenti a classi sociali non aristocratiche.
Nel 1852, essendo ormai estinto il ceto dei Nobili Cortigiani, il Re Ferdinando II dispose il rinnovo dello statuto.
La chiesa, dopo il trasferimento nel 1969 della sede della Confraternita in altro luogo, rimase vuota fino al 1972 quando venne assegnata alla Confraternita dell’Hecce Homo di Porto che la occupò per un solo anno, abbandonandola perché ridotta in cattive condizioni abitative.
Oggi la chiesa è utilizzata da associazioni di anziani facenti capo alla Parrocchia di san Lorenzo Maggiore.