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Monumenti da visitare nel centro di Napoli

Teatri di Neapolis

In monumenti, "Cosa visitare a Napoli", i teatri di Neapolis sono
nel percorso no 3: "Passeggiate nei misteri e nel sottosuolo della antica Neapolis"

Il teatro romano e l'Odeon

Neapolis, sia in epoca greca che in quella romana, era famosa per gli impianti sportivi ed anche per quelli culturali e di svago.

Il teatro romano di Neapolis è passato alla storia per aver ospitato le esibizioni dell’Imperatore Nerone.

pianta teatro romanoI teatri di Neapolis sono, però, in gran parte non del tutto riconoscibili: infatti, sebbene se ne conosca la localizzazione e la pianta, più difficile è "leggerne" la struttura.

 Il teatro scoperto e l'odeion (cioè il teatro coperto), si estendevano fra la plateia superiore (attuale Decumano Superiore = via Anticaglia, Via Pisanelli) e quella mediana (Decumano Maggiore = Via Tribunali), nell'area alle spalle della attuale Basilica di San Paolo Maggiore, la quale, in epoca greco-romana, ospitava il grande Tempio dei Dioscuri.

Origine dei teatri

Per quanto riguarda l’origine dei teatri, la struttura ancora oggi visibile appare essenzialmente di epoca imperiale romana (I sec. a.C.), mentre non è stato possibile finora appurare la preesistenza, nella stessa area di analoghi edifici di età greca.

archi romaniAlcuni studiosi, infatti, sostengono l'ipotesi che, analogamente a quanto riscontrato per altri centri greci, sul luogo dei due teatri esistevano precedenti edifici per assemblee adattati anche per la rappresentazione di spettacoli teatrali.

Questa ipotesi si basa sul rilievo del sito che presenta un dislivello in un’area che era fra le più piane della città e che, per tale motivo, era più idonea proprio alle esigenze di un teatro.

La curvatura esistente nel Decumano superiore, facilmente riscontrabile guardando la planimetria della zona, avvalora questa tesi evidenziando l'esistenza di edifici curvilinei che si affacciavano sulla strada.

Secondo questa ipotesi, si individuano pertanto: un ekklesiasterion (da ekklesia = assemblea) nel luogo del teatro scoperto e un bouleuterion nell'area dell'Odeion che solo ulteriori ed auspicati scavi potranno poi confermare.

Il teatro scoperto

Il teatro scoperto, così come si presenta oggi, anche se frammentato, evidenzia due fasi costruttive: della prima (forse di età augustea) si riconoscono solo le fondazioni della cavea e pochi altri resti in opus reticolato; della seconda (di età flavia) si riconosce tutta la struttura in elevazione in reticolato e laterizio.

scaleLa cavea, semicircolare, aveva i gradini rivestiti di marmo bianco e consisteva in 23 settori radiali dei quali alcuni fungevano da ingressi (vomitoria) per il pubblico.

Esisteva, inoltre,  un corridoio interno ed un doppio porticato esterno dal quale, attraverso ampie rampe di gradini, si accedeva ai livelli superiori della cavea.

Per quello che riguarda la scaena, costruita in laterizio con rivestimento marmoreo e nicchioni per statue, essa si è per buona parte conservata, mentre è più difficile trovare indicazioni strutturali dai pochi resti dell'odeion, il quale presenta, come il teatro scoperto, una doppia fase costruttiva: la prima risalente all'età augustea o giulio claudia e la seconda all’età flavia.

Purtroppo la visita ai teatri di Neapolis si limita a pochi resti: dell'odeion sono visibili alcune strutture in reticolato e laterizio fra via S. Paolo e Via Pisanelli (una colonna di granito reimpiegata è proprio all'angolo fra queste due strade); il teatro scoperto, invece, mostra di sé lungo via Anticaglia, ancora due "torri" quadrangolari in mattoni che furono edificate per sostenere la facciata dell’edificio a seguito di una violenta scossa di terremoto.

Oggi queste strutture presentano aperture e finestre per dimostrare il loro reimpiego ad uso civile ed abitativo.

Altre strutture, come la cavea maggiore e locali di servizio alla scaena, sono visibili, grazie al recupero effettuato dall’Associazione Napoli Sotterranea, in Vico Cinquesanti, strada aperta dagli Spagnoli nel '500 sventrando l'antico edificio romano, mentre parte del muro della scena è, infine, visibile nel giardino del convento dei Padri Teatini.

Da anni sono in corso, però, lavori di scavo per riportare alla luce ulteriori parti del teatro scoperto.

Una visita alle parti interne dei teatri su Via Anticaglia, Via San Paolo e Via Pisanelli, è garantita solo rivolgendosi
alla Soprintendenza Archeologica di Napoli, Ufficio scavi (tel. 081 – 44 01 66).