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Monumenti da visitare nel centro di Napoli

Guglia di San Domenico Maggiore

In monumenti, "Cosa visitare a Napoli", la Guglia di San Domenico Maggiore è nel percorso no 4: "La città stratificata, pietre che cantano"

Le piazze di Spaccanapoli

guglia di San Domenico maggioreIl "decumano inferiore", altrimenti noto come "Spaccanapoli" è caratterizzato da due piazze principali: Piazza del Gesù Nuovo e Piazza San Domenico Maggiore, entrambe nella parte occidentale di questa strada.

Le due piazze hanno un elemento comune: la presenza delle "Guglie" che conferiscono alle stesse un aspetto coreografico di grande fascino.

La Guglia di Piazza San Domenico Maggiore sorge nel medesimo posto dove insisteva, in epoca greca, una della porte di accesso all’antica Neapolis, Porta Cumana (o Puteolana).

La conferma dell'esistenza di questa Porta ci è stata tramandata dallo storico Bartolomeo Capasso:

"Dalla porta scoverta sul decumano inferiore in direzione della guglia di S. Domenico fu testimone oculare il Celano e i ruderi furono disegnati da Francesco Picchiatti.
Questi disegni, che oggi non si trovano più, rimasero nella casa del conte di Pianura fino al tempo del Giustiniani, che li vide.
E prima li aveva attentamente esaminati il Carletti, il quale alle notizie del Celano aggiunge che <furono scoperti a pochi palmi sotto del piano della piazza gli stipiti della porta Cumana della città di Palepoli con parte del suo arco>..."
(
B. Capasso, Napoli greco-romana).

Oggi parte della muratura greca che racchiudeva la città antica e che fiancheggiava Porta Cumana, può essere osservata in uno dei Caffè della odierna Piazza San Domenico Maggiore.

La Guglia è il fulcro della piazza ed è la seconda (dopo quella di San Gennaro in Via dei Tribunali) ad essere stata costruita a Napoli.

Essa è un "ex voto" dedicato a San Domenico per la sua intercessione per far cessare la peste del 1656.

I lavori

Un anno dopo questo flagello, passato alla storia di Napoli come uno dei più devastanti, gli Eletti della città deliberarono una sovvenzione popolare per la realizzazione di quest’opera. Le restanti spese sarebbero state a carico dell’Ordine dei Domenicani.

I lavori si avviarono nel 1658, con la direzione dell’architetto Francesc'Antonio Picchiatti, e con lo scavo per le fondamenta furono portati alla luce i resti dell’antica Porta Cumana che furono, però, prontamente ricoperti.

Nel 1659 la parte inferiore in piperno della Guglia era già stata compiuta. Il lavori basamentali andarono a rilento fino al 1670 e poi, addirittura, si fermarono.

Nella seconda fase, che prevedeva il rivestimento in marmo, intervenne Cosimo Fanzago che aveva già lavorato alla prima Guglia cittadina e che, molto probabilmente, attribuì alla Guglia di San Domenico, la terminazione piramidale, modificando così il progetto originale del Picchiatti.

Dopo Fanzago i lavori furono ripresi, fra il 1679 ed 1680, da Lorenzo Vaccaro e, successivamente, furono portati a termine da suo figlio Domenico Antonio fra il 1736 ed il 1737 che diresse il marmoraro Giovan Battista Massotti e fornì, più tardi, il modello della statua del Santo che sovrasta la Guglia, per la fusione in bronzo.

Il basamento con i festoni, le due sirene (attribuite a Lorenzo Vaccaro), gli stemmi della Città di Napoli, dell’Ordine dei Domenicani, del re di Spagna, del Viceré Pietro Antonio d’Aragona e il rivestimento in marmo, appartengono alla fase seicentesca.

I quattro puttini in piedi sulle mensole terminali del basamento ed i medaglioni con i Santi Pio V ed Agnese e la Beata Margherita, posti nella base della "piramide", furono lasciati a lungo incompiuti e furono portati a termine dal Massotti.

I restanti busti dei Santi Domenicani, disposti a coppie sulle facce della parte piramidale, insieme agli ornati che li incorniciano, furono realizzati, su disegno di Doenico Antonio Vaccaro, nella bottega del marmoraro Massotti.