Monumenti da visitare nel centro di Napoli
Percorso no 4: "La città stratificata, pietre che cantano"
Largo Corpo di Napoli > Palazzo Diomede Carafa > Palazzo Monte di Pietà
Piazza del Gesù Nuovo, Complesso monumentale di Santa Chiara
Su Piazza del Gesù si staglia la Guglia dell'Immacolata, ex-voto realizzato per desiderio di Re Carlo di Borbone.
Alle spalle, la Chiesa del Gesù Nuovo, del secolo XVI che custodisce, nel suo bugnato, il mistero, ora svelato di un concerto musicale.
Complesso monumentale di Santa Chiara
Di fronte alla Chiesa del Gesù, si staglia il Complesso monumentale di Santa Chiara con il campanile trecentesco.
Il monastero fu fondato nel 1310 per volontà di Re Roberto d'Angiò e dalla Regina Sancia di Majorca e, nel corso dei secoli, divenne il più importante e ricco monastero napoletano.
La chiesa gotica fu affrescata da Giotto e in età barocca fu completamente trasformata.
Nel corso della II guerra mondiale la chiesa fu incendiata dai bombardamenti e poi completamente ricostruita.
Alle spalle della chiesa, il famoso chiostro maiolicato.
Piazza San Domenico Maggiore
La piazza prende il nome dall'omonima chiesa che la domina. In epoca greca, in luogo della guglia che vi insiste, sorgeva una delle porte di accesso a Neapolis. La chiesa fu edificata da Carlo II d'Angiò in stile gotico ed eretta a chiesa della nobiltà aragonese. La guglia al centro della piazza reca sul basamento la riproduzione della Sirena Partenope. La piazza ha anche connotati "occulti" per la vicinanza del Palazzo del Principe di Sansevero con l'annessa famosa Cappella del Cristo velato.
Largo Corpo di Napoli
In questa zona, in epoca romana, s'insediò una grande comunità di Alessandrini, grazie anche all'incentivazione dell'Imperatore Nerone.
A ricordo di questo insediamento, soprattutto mercantile, resta la statua del Dio Nilo disteso su un basamento di piperno.
Durante la rivoluzione di Masaniello, Largo Corpo di Napoli è stato teatro di tumulti e, poi, luogo d'incontro preferenziale dei tifosi partenopei.
Palazzo Diomede Carafa di Maddaloni
Uno dei palazzi nobiliari più caratteristici della Napoli antica è quello di Diomede Carafa che è stato restaurato di recente, recuperandone l'antico aspetto della facciata.
Il portone in legno è un rarissimo esempio di arte ebanistica napoletana quattrocentesca.
All'interno del cortile si evidenzia la grande testa di cavallo addossata alla parete di fondo.
Molte le leggende su questa scultura; qualcuno la vuole derivare dal monumento che sorgeva davanti al Tempio di Apollo, altri pensano ad un dono di Lorenzo il Magnifico al padrone di casa.
Palazzo Montecalvo e Cappella del Monte di Pietà
Nel 1539 Carlo V intimò agli usurai di lasciare Napoli e, per recuperare i pegni da essi trattenuti che i poveri non potevano riscattare, due nobili napoletani li ritirarono a loro spese per restituirli ai proprietari.
Nacque così la Pia Opera del Monte di Pietà che, dal 1597 ha avuto sede nel Palazzo dei Conti di Montecalvo con relativa cappella che custodisce opere d'ispirazione controriformista.
Lo spazio porticato che circonda il cortile costituisce un'eccezionale cassa armonica.