Monumenti da visitare nel centro di Napoli
San Nicola a Nilo
San Nicola a Nilo a via San Biagio dei Librai
Nel XVII secolo, un droghiere, Sabato Anella, incominciò a raccogliere i fanciulli rimasti orfani dei genitori a seguito della sanguinosa rivoluzione di Masaniello del 1647, per condurli ordinatamente a chiedere l’elemosina nelle strade della città.
In un primo momento, questi fanciulli trovarono riparo in una casa di proprietà dello stesso Anella nei pressi del Sedile di Porto.
Successivamente, il viceré Conte di Onate, impietosito dalla vista di questi mesti cortei, intercedette presso il marchese de' Mari il quale donò il suo palazzo, accanto al quale fu costruita una piccola chiesa, per accogliere i fanciulli poveri e bisognosi.
Nacque così l’orfanotrofio ed annesso oratorio di San Nicola a Nilo, dedicato al Santo patrono di Bari, che ospitò prima giovani orfane e monache di clausura dopo.
Nel 1705, cresciuto il numero degli ospiti ed incrementate le donazioni dei cittadini all’orfanotrofio, si procedette alla ristrutturazione dell’edificio e si costruì l’attuale chiesa, su disegno dell’architetto napoletano Giuseppe Lucchese.
Accesso e interni
Alla chiesa si accede per mezzo di un elegante scalone barocco in piperno a doppia rampa. La localizzazione è particolarmente scenografica, sottolineata dalla presenza delle grandi finestre ai lati dell’ingresso della chiesa e dalle cui grate le monache di clausura potevano osservare la vita che si svolgeva nella strada senza essere a loro volta viste.
La facciata è tripartita, nella parte inferiore, da due colonne corinzie collocate ai lati del portale e staccate dalla parete e, nella parte superiore, caratterizzata da due lesene in corrispondenza delle colonne sottostanti.
Ai due lati della doppia rampa di scala curva, vi sono due "bassi" occupati da botteghe sin dal 1706 come si evince da due lapidi murate sui rispettivi ingressi e che sottolineano, pertanto, che la giurisdizione religiosa inizia dalla sommità delle scale.
Le due lapidi marmoree recitano infatti: "Nel primo di febbraio 1706 per decreto della corte arcivescovale di questa città è stato ordinato che quest’atrio scala e le due botteghe seu bassi laterali restino profani e non godano immunità ecclesiastica".
L’interno della chiesa, per l'esiguità dello spazio utilizzabile, è a pianta centrale circolare delimitata da otto colonne corinzie suddivise da altrettanti spazi. Una volta a botte copre l’ingresso, l’altare maggiore e le due cappelle laterali mentre gli altri spazi, di cui quattro vuoti, ospitano per i restanti quattro, delle nicchie con modeste statue degli Evangelisti.
Sull’altare maggiore era posta una tela di Luca Giordano, datata 1658 (oggi nel Museo Civico del Maschio Angioini), raffigurante l’estasi di San Nicola di Bari nell’atto di proteggere gli orfani.