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Monumenti da visitare nel centro di Napoli

San Gennaro all'Olmo

In monumenti, "Cosa visitare a Napoli", San Gennaro all'Olmo è
lungo il percorso no 2: "Sulle tracce di Giambattista Vico e Giuseppe Sammartino"

Fra le più antiche di Napoli

facciata San Gennaro all'OlmoAll’incrocio tra Via San Gregorio Armeno e Via San Biagio dei Librai (Spaccanapoli) dove si apre un piccolo slargo (Largo degli Olmi), sorge il complesso monumentale composto di due chiesette contigue: San Gennaro all’Olmo e San Biagio (Maggiore).

La chiesa di San Gennaro all’Olmo è una fra le più antiche di Napoli.

La tradizione vuole che essa sia stata fondata al tempo dell’Imperatore Costantino anche se, diverse fonti, fanno derivare la sua costruzione a Sant’Agnello, 13° vescovo di Napoli, intorno alla fine del VII secolo quale ex voto in onore di San Gennaro per aver salvato la città da una violentissima e disastrosa eruzione del Vesuvio.   

La denominazione "all’Olmo" è dovuta al fatto che, di fronte a questa chiesa, un tempo sorgeva un albero di olmo sui quali rami, i vincitori delle giostre e delle gare a cavallo, deponevano i premi ottenuti, come ex voto a San Gennaro.

In origine la chiesa era chiamata San Gennaro ad Diaconiam in quanto, in questo edificio di culto, i Vescovi sceglievano i diaconi  che si dovevano occupare dei poveri bisognosi.

La Diaconia divenne la più importante di Napoli al tempo di Sant’Agnello che la dotò di ricche rendite. Il nome restò fino al tempo di re Federico II di Svevia e qui si mantenne il rito greco fino al XIV secolo.

La chiesa fu poi chiamata di San Nostriano, perché sotto l’altare maggiore, durante alcuni restauri del 1583, venne recuperata un’urna marmorea (spostata poi nella Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo) contenente le spoglie del Santo che fu Vescovo di Napoli dal 444  al 461.

Nell’VIII secolo, nella Chiesa di San Gennaro si rifugiarono le monache fuggite dall’Armenia per scampare alle persecuzioni degli Iconoclasti e, in questa Diaconia, portarono le reliquie di San Gregorio e il cranio di San Biagio, custodito in questa chiesa in una cappella realizzata apposta e che diede, poi, origine all’attigua Chiesa di San Biagio.

Dopo l'anno 1000

Nel XVI secolo nella chiesa di San Gennaro conviveva, insieme al corpo sacerdotale, una "staurita"  che vi restò fino al 1631, anno in cui passò nell’adiacente chiesetta di San Biagio.

Nel 1615 (e fino al 1715), però, nella parrocchia vi era stata istituita la Congregazione dei 72 fratelli sacerdoti  sotto il titolo di San Michele Arcangelo.

Nel 1583, come già accennato, la chiesa venne completamente restaurata per volere dell’abate Agnello Rosso e, a causa di questi lavori, non restò quasi più nulla dell’originaria struttura architettonica a tre navate gotiche: un sepolcro monumentale medievale di uno sconosciuto diacono, fu spostato nella chiesa di San Giorgio Maggiore (oggi disperso).

Il secolo successivo poi, per ordine del cardinale Giacomo Cantelmo, due antiche colonne in porfido furono trasferite nel coro della Cattedrale. Secondo il Celano, furono i Confratelli della  Congrega dei 72 sacerdoti che "l’han voluto restaurare e ridurre alla moderna con stucchi e dipinture...".

Ulteriori interventi vennero eseguiti nei primi anni del secolo XIX per volere del parroco Adinolfi ed un altro restauro fu eseguito all’inizio del ‘900, come ricordava una lapide posta accanto al portale e datata 1908. L’esterno assunse in questo periodo l’attuale aspetto neoclassico in stucco.

interno San Gennaro all'OlmoPrima di quest’ultimo restauro, l’ingresso della chiesa era preceduto da alcuni gradini che furono rimossi ed inclusi nel piccolo vestibolo tra la facciata e la chiesa.

Questo intervento contribuì a ridurre lo spazio esterno e l’antico sagrato perse, pertanto,  i connotati di "piazzetta".

Oggi l’interno risulta spoglio di tutti gli oggetti e gli arredi sacri che nel corso dei secoli vi erano stati raccolti e custoditi.