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Monumenti da visitare nel centro di Napoli

Chiesa di Sant'Angelo a Nilo

ingresso Santa Maria della StellaLa chiesa si affaccia tra Via Mezzocannone e Piazzetta Nilo dove, su entrambe, vi si aprono i due ingressi.

La Struttura originaria, dedicata a San Michele Arcangelo, fu edificata tra il 1385 (ma, molto più probabilmente a partire dal 4 aprile del 1426) ed il 1428 per volere del Cardinale Rinaldo Brancaccio che non vide l'opera completata perché deceduto proprio nell'ottobre del 1427.

La data di fondazione più attendibile è quella del 1426, quando, cioè, il Cardinale Brancaccio ottenne da Papa Martino V, del quale era uno dei più fedeli consiglieri, il permesso di restaurare l'ospedale dei poveri di Sant'Andrea che ivi sorgeva e che risultava cadente e fatiscente.

Il complesso comprendeva inoltre anche il palazzo nobiliare della famiglia Brancaccio.

Nel 1535 circa i nobili del Sedile del Nilo per costruire la loro nuova sede, acquistarono i confinanti terreni del monastero di Donnaromita e la chiesa fu quindi estesa sul terreno di risulta del preesistente Sedile che vi insisteva dall'età ducale.

interno Santa Maria della StellaFu proprio in seguito all'ampliamento della chiesa, che il celeberrimo Monumento sepolcrale di Pietro Brancaccio pregevole opera in marmo realizzato a  Pisa e poi trasportato a Napoli via mare, nel 1427 da Donatello e dal suo socio Michelozzo, per disposizione testamentaria del cardinale Rinaldo Brancaccio, fu spostato dalla parete di fondo della vecchia chiesa, nell'attuale collocazione: la cappella a destra dell'altare maggiore.

ingresso Santa Maria della StellaLe due porte in legno di noce che impreziosiscono le due facciate esterne della chiesa furono, probabilmente, realizzate alla fine del secolo XV ed agli inizi del secolo XVI, in stile fiorentino ma sicuramente ad opera di ignoti ebanisti napoletani.

La porta lignea che affaccia su Via Mezzocannone reca sui battenti, immagini intagliate in bassorilievo di San Paolo, San Giovanni Evangelista, San Domenico, San Pietro, San Lorenzo e Sant'Antonio di Padova.

La porta su Piazzetta Nilo, sempre in legno di noce intagliato a bassorilievi, porta le immagini dell'Arcangelo Gabriele, San Giovanni Battista, San Giovanni della Croce, la Madonna Annunziata, San Michele e Sant'Agnese.

interno Santa Maria della StellaI due portali marmorei erano precedentemente adornati, nella lunetta soprastante l'architrave, da: un affresco del 1427-28 di Perinetto da Benevento raffigurante la Madonna in trono con  S. Michele e Sant'Andrea adorata dal Cardinale Brancaccio (ingresso principale su Via Mezzocannone) oggi esposto nella sagrestia; una statua di San Michele Arcangelo in armatura coperta di finissime decorazioni ad arabeschi, con scudo e nell'atto di colpire il drago posto ai suoi piedi, anch'essa rimossa dalla originaria collocazione sulla porta dell'ingresso laterale.

Quest'opera è molto simile a quella che campeggia ancora oggi sulla Cappella di San Giovanni dei Pappacoda, eseguita per adempiere alle disposizioni testamentarie del Cardinale Rinaldo Brancaccio.

L'affresco di Perinetto da Benevento già citato, presenta la particolarità abbastanza rara di essere stato dipinto con la tecnica dell'affresco ma su un fondo d'oro.

I successivi interventi che trasformarono definitivamente la chiesa, furono opera dell'architetto e scenografo Arcangelo Guglielmelli che, dal 1709, avviò un massiccio intervento di ristrutturazione con lo scopo di rendere più armonico l'intero complesso stilistico-architettonico.

E' di questo periodo la sistemazione nelle nicchie sulla facciata di Piazzetta Nilo, delle statue delle due Sante del casato Brancaccio,  Santa Candida Seniore (a sinistra) e di Santa Candida Iuniore (nella nicchia a destra), entrambe opera dello scultore Bartolomeo Granucci che realizzò anche, all'interno, le decorazioni a festoni in stucco tra le finestre della cupola, oltre ai busti, posti lungo le pareti della navata, di alcuni rappresentati della famiglia Brancaccio.

interno Santa Maria della StellaA sinistra dell'altare maggiore, di fronte al Sepolcro rinascimentale già descritto, si eleva il grande sepolcro marmoreo di Francesco e Stefano Brancaccio, edificato nel 1684 dagli scultori carraresi Bartolomeo e Pietro Ghetti che, in quel periodo a Napoli, avevano impiantato una fiorente bottega.

Lungo le pareti della navata, si fanno apprezzare alcune tele del pittore napoletano Giovan Battista Lama ed una ottima copia della Pietà dell'originale Jusepe de Ribera, oggi conservato nel tesoro della Certosa di San Martino.

Lungo la parete sinistra della navata si presenta la Cappella di Santa Candida, vissuta a Napoli nel VI secolo e che sarebbe stata un'ava della famiglia Brancaccio. Il corpo della Santa vi fu traslato per volontà del Cardinale Rinaldo Brancaccio, dalla chiesa dei Santi Andrea e Marco a Nilo. Il cancello di ferro battuto ed ottone di questa cappella è opera di Giova Battista Nauclerio. Si accede, poi, alla sagrestia, attraverso una porta lignea del XVI secolo divisa da otto scomparti decorati con l'emblema cardinalizio del Brancaccio e co motivi geometrici ad intarsio. La sagrestia custodisce opere lignee di notevole pregio artistico ed un prezioso tabernacolo marmoreo attribuito allo scultore lombardo Giovan Tommaso Malvito, databile al secolo XVI.

In questa cappella, il 5 maggio del 1646, l'anno precedente la sanguinosa rivoluzione capeggiata da Masaniello, dopo un tumulto ed una rissa scoppiata presso il vicino Largo Corpo di Napoli per la contesa sulle reliquie di San Gennaro, i nobili del Seggio del Nido, vi trasportarono le ampolle con il sangue del Santo Patrono e, dopo qualche giorno, proprio in questa cappella, si rinnovò il miracolo della liquefazione del sangue.

Adiacente alla chiesa di Sant'Angelo a Nilo, con ingresso dal Vico Donnaromita, si accede a Palazzo Brancaccio, dove nel 1690, grazie al mecenatismo della nobile famiglia, fu aperta la prima biblioteca pubblica napoletana, oggi ancora attiva.